Poetry (Corea del Sud)

Poetry di Chang-dong Lee è un suggestivo racconto che coniuga in un solo flusso narrativo delicatezza e potenza. La sua forza struggente sta tutta in una costante e malinconica ricerca sulla necessità di apprezzare la bellezza della vita prima che questa ci sfugga di mano e quindi prima che ogni cosa perda definizione per poi trasformarsi in una friabile sfumatura.

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L’approccio spensierato di Mija, una donna sessantenne che scopre casualmente di essere malata di Alzheimer, si mescola fino a fondersi con una dimensione amara e inquieta del proprio presente. In questo scenario la protagonista decide di iscriversi ad un corso di poesia con lo scopo di stimolare le sue altalenanti capacità cognitive. In questo modo la ricerca poetica diventa per la donna non solo la misura per comprendere il mondo ma anche l’antidoto per combattere gli indecifrabili imprevisti che ostacolano la sua serenità. Il suo professore cerca di indicarle la via nella quale trovare l’ispirazione per scrivere da sola un componimento poetico: il segreto sta nel vedere le cose ma non come siamo abituati a fare normalmente, dato che “vedere” significa “oltrepassare” il senso e raccontare ciò che sfugge agli occhi della ragione. Da quel momento in poi tutto cambierà nella vita di Mija: le sue emozioni verranno denudate e private di buone intenzioni in un ampio arco di trasformazione che la renderanno diversa al punto che non riuscirà più a riconoscersi. In siffatto contesto la Poesia e quindi l’osservare con maggior attenzione la vita che ci circonda le consentiranno di aprire gli occhi maturando in lei una potente presa di coscienza sulla sua vita e i suoi affetti personali.

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Quello che affascina di questo personaggio è la sua resistenza ad uno schema di valori che gradualmente perdono consistenza e forza. In quest’ottica la malattia seppur presente è sentita come un temporale previsto dal meteo ma ancora troppo lontano per travolgerla, di conseguenza si convince di avere ancora altro tempo per vivere la vita che desidera. Ma in questo tempo di attesa, attraverso il filtro della poesia, scopre di non aver mai compreso la natura dei suoi affetti percependo intorno a lei tanta indifferenza e cattiveria: come quella di suo nipote che continua a trattarla con supponenza e disprezzo, come quella dell’uomo a cui dedica ogni giorno il suo tempo prendendosi cura di lui come badante, come quella degli abitanti del suo quartiere che la trattano con freddezza e distacco per via della sua fastidiosa gentilezza.

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Un motivo per vederlo

Particolarmente interessante risulta essere il legame che si crea tra la graduale perdita di memoria di Mija, connessa al sopraggiungere della malattia e la ricerca poetica, e quindi la necessità di cercare nuove parole per raccontare il mondo che la circonda. Di conseguenza se da un lato la protagonista perde l’uso di espressioni che solitamente l’aiutavano a definire in maniera candida e spensierata il suo presente, dall’altro nuove parole associate a nuove visioni prendono vita attraverso un’inedita sensibilità che le fa apprezzare maggiormente il mondo ma la conduce anche ad un’amara e spietata convinzione sulla friabilità della felicità.

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Scena da ricordare

E’ difficile scegliere la scena più significativa perchè ogni frammento di questa pellicola è pura poesia: dal procedere lento ma naturale del corpo senza vita di una giovane nelle acque di un fiume alla pagina bianca di un quaderno travolta da gocce di pioggia che incidono emozioni come punteggiatura, fino alla corona funebre trasportata in spalla da un uomo che passa velocemente dietro la madre della giovane vittima a voler commentare la sua disperata agonia.

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Premi e Riconoscimenti

Poetry ha vinto nel 2010 il premio per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes conquistando anche una menzione speciale con il Premio della giuria ecumenica seguono importanti riconoscimenti nell’Award Season asiatica: dai 2 Asia Pacific Screen Awards (miglior regia, miglior attrice) ai 2 Asian Film Awards (miglior regia, miglior sceneggiatura), dai 4 Grand Bell Awards (miglior film, miglior attrice, miglior attore non protagonista, miglior sceneggiatura) ai 2 Korean Association Film Critics Awards (miglior film, miglior sceneggiatura) fino al Blue Dragon Award alla migliore interpretazione femminile (Jeong-hie Yun) e al premio come miglior film al Busan Film Critics Association. Successivamente con la scelta della Comissione nazionale di partecipare agli Oscar in rappresentanza della Korea del Sud, Poetry ha ottenuto una serie di nomination durante la Stagione dei Premi americana: dalla candidatura ai Boston Society og Film Critics Awards a quella agli International Cinephie Society Awards, fino a quella ai London Critics Circle Film Awards come miglior film straniero. Senza dimenticare il Los Angeles Film Critics Award vinto da Jeong-hie Yun come miglior attrice protagonista ottenendo poi anche la nomination ai prestigiosi National Society of Film Critics Awards.

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