Doppio amore (Francia)

Doppio amore di Francois Ozon è un film che indaga sulla natura del Doppio nelle sue accezioni più profonde, lasciando una finestra sempre aperta sulla necessità quasi vitale di scoprire quali siano le radici della nostra identità. Così attraverso gli stilemi del thriller erotico assistiamo alla deframmentazione di una donna che nella ricerca dell’origine del suo disturbo fisico intravede nuovi orizzonti da esplorare. Scoprendo ciò che la disturba intercetta un mondo di desideri e frustrazioni che pensava non potessero sfiorarla. Saranno proprio le sedute con il suo psicanalista a consentirle di afferrare questa nuova consapevolezza che però si rivelerà fragile e precaria ma soprattutto autodistruttiva.

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In questo scenario la tematica del Doppio viene presentata in tutta la sua naturale e devastante portata spingendo la protagonista (Chloé) verso lidi inesplorati nei quali la sua personalità si arricchisce proprio nel momento in cui realizza di essere pronta a perdere frammenti del suo vissuto. Tutto ciò accade non appena il rapporto tra la giovane e il suo psicanalista si normalizza: la loro attrazione viene incanalata in un rapporto stabile che culmina in una convivenza. A quel punto Chloé trainata dal presentimento che ci sia qualcosa sotto quella maturata perfezione, si lascia trascinare da un torbido istinto di distruzione che la porta a relazionarsi con il fratello gemello del suo compagno, anch’egli psicanalista e dunque pronto a condurla in un viaggio emotivo che è agli antipodi della terapia iniziale basata sull’ascolto e sulla comprensione.

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Il conflitto interiore della giovane trova la sua naturale evoluzione nel labirinto di intenzioni e provocazioni innescate dal rapporto morboso che si instaura tra i tre personaggi. A questo punto l’unico modo per raccontare il Doppio come proiezione di ciò che vorremmo nel profondo del nostro animo, ma che non possiamo, è affidarsi ad una lente come quella dell’ambiguità unico filtro per raccontare la doppiezza, quale confine morale delle nostre potenziali scelte. Su questa strada la sessualità si rivela l’unico territorio per esplorare più da vicino il Doppio. Partendo dal presupposto che per poterlo capire occorre quindi attraversarlo sapendo perfettamente che si verrà stravolti o comunque trasformati.

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Un motivo per vederlo

Perchè usa gli stilemi del thriller erotico come pretesto per effettuare una minuziosa indagine psicoanalitica sulle radici della nostra identità. In tal senso il Doppio diventa una figura necessaria per comprendere il limite tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Tale tematica trova man forte poi nella dialettica cinematografia di Ozon caratterizzata da conflitti e contrasti sempre sospesi tra desiderio e paura in una girandola perversa e torbida nella quale inganno e realtà sono l’una l’ombra dell’altra. In siffatto contesto il Doppio, rappresentato dalla figura dei due gemelli, si identifica con una concezione più ampia dell’Amore, inteso come espressione di un desiderio amplificato all’ennesima potenza. In questo modo possiamo misurarci con il Doppio, condurre una vita doppia, ma senza sentirci colpevoli di doppiezza.

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Una scena da ricordare

L’immagine iniziale la dice lunga sul messaggio che Francois Ozon ha voluto far emergere con questa pellicola: una vagina aperta durante una visita ginecologica, con dissolvenza su un occhio. Un’analogia voluta che è la chiave per comprendere le sue scelte registiche e che in poche parole vuole dirci che il sesso è nello sguardo. A ciò si aggiungono una serie di inquadrature che omaggiano maestri del calibro di Brian De Palma e David Cronenberg, autori di due cult movie come Le due sorelle e Inseparabili nei quali si esplorava appunto il lato oscuro e misterioso del rapporto gemellare.

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Premi e Riconoscimenti

Nel 2017 è stato presentato con successo al Festival di Cannes. Successivamente ha conquistato il Golden Trailer Award per il miglior thriller straniero. Inoltre ha ottenuto alcune nomination significative come quella per il miglior film straniero agli International Online Cinema Awards, quella per la miglior colonna sonora ai Lumiere Awards (Philippe Rombi) oltre a quella per il miglior attore ai Magritte Awards (Jérémie Renier)

Poster Movie Art

doppio amore

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